maneggiare con cura

Torni a chiedermi di me che guardo l'arredamento, i mobili, gli oggetti sopra altri oggetti. Passeggio per la stanza, o tra la stanza e la cucina, non mi importa cosa non è stato, se mi hai lasciata andare da sola per un po'. Non c'è niente che non ricordo qui. Lasciati guardare.
Sembra che tutto sia coperto da un sottile strato di polvere e porte sigillate, tutto è così fragile, da maneggiare con cura, compresi noi.
Davanti a tutto quello che c'è e che manca, qui in questa stanza, continuo a riprendermi ciò che non sono riuscita più a vedere. Avevo solo voglia di tornare a 'casa' ed eccomi.
Ti guardo e mi piaci perché non incarni nessun modello, non hai maschere, non fai progetti, non hai paura del tempo che passa su di te e sulle cose, rifuggi a volte dalla realtà, la eludi, ma non la escludi. Chissà che sogni la notte?
Ti guardo con il mio cuore poco addestrato che sbaglia ancora, sempre, ma non con te, tu che sei la cosa giusta, che smussa gli angoli del cuore.
Sembri un mondo che gira su se stesso, mi sembri forte; sarebbe bello se per un attimo, adesso, ti fermassi in questa stanza e facessi almeno un'orbita intorno a me. A me che non tengo alle distanze, questione di abitudine.
Ho un sorriso composto incastrato nella bocca, c'è il mondo fuori da questa finestra chiusa, ma scompare se mi sei vicino.
Resta solo il mondo di dentro, senza bussola, fatto di parole e foto, di date da appuntare su pezzi di carta quà e là.
Aspetto che mi venga in mente qualcosa di stupido da dire, perché se uno parla almeno sente di esistere, ma ci sono momenti che semplicemente richiedono silenzio, o baci, come questo.
Oh... Se solo per un attimo orbitassi intorno a me, ma sono io che ormai giro e non riesco a fermarmi, io eterno satellite, mi è stato dato dalla nascita. Ci ho fatto l'abitudine.
Chissà se anche tu come me rincorri pensieri e li imprigioni nella testa in questa stanza dove tutto sembra essere ricoperto da uno strato di polvere, in questa stanza dalle porte sigillate, dove tutto è da maneggiare con cura, compresi noi, compreso il mio fragile cuore poco allenato.
Ci accorgeremo mai di non essere poi stati così distanti? Che questa storia che racconto da mesi non è solo mia, ma anche un po' tua?
Dovrei fare uno sforzo e andare dalla parte giusta, ma le parte giusta ora e al tuo fianco, in questi centimetri quadri accanto a te, ai jeans, alla tasca, alla tua gamba sinistra.
Ci vuole pazienza, ce l'ho da quel giorno di aprile che ti incontrato, un passo falso e sono inciampata su di te.
E da quel giorno è cambiato tutto.
Drink!