ascoltavo il rumore che faceva l'amore

Ti guardo le mani mentre guidi. 'Arriva troppo vento?' Rispondo di no. Mi arrivi solo tu. 

Vi siete mai poggiati la mano sul cuore mentre siete accanto alla persona che amate?
Io l'ho fatto. Sotto l'ombrellone. Faceva caldo e non tirava un filo di vento, c'era il chiacchiericcio della gente e noi due sdraiati vicinissimo. Ho poggiato la mano sul petto. 
Ho sentito il mio cuore che aveva leggermente il battito accelerato. 

Ho sentito come fa il mio cuore quando ti sono accanto e mi ha sorpresa. 

Non sentivo più nulla, solo quel battito, ed è come se avessi avuto per la prima volta la certezza di amarti, come se avessi preso coscienza di quello che provochi al mio corpo, al cuore, al mio sangue, alla mia pelle, agli occhi, al cervello. Ero viva.

Come se stessi ascoltando il rumore che fa l'amore mio per te.

Ti guardo le mani mentre guidi. Ti guardo le mani sempre, da sempre. Sono due anni che le ammiro, il mio baluardo in questo mondo che sento scorrere più veloce di me. Le guardo e prendo tempo.

Chiedermi se anche tu hai voglia di baciarmi tanta quanta ne ho io di baciare te. Domandarmi quando ci baceremo ancora. Domandarmi cosa siamo quando siamo noi due da soli nel mio letto o quando siamo tutti e tre assieme. Non lo so cosa siamo. Prendo le cose così come vengono ora perché è giusto fare così.

Non c'è rimedio a certe cose e qualcuna non si aggiusta, alcune non si dimenticano, certe non si perdonano, ma le porti tutte nello stesso posto, il cuore.

Ho appoggiato la mano sul cuore era pesante ma vivo, ascoltavo il rumore che faceva l'amore.

a malapena

Uno dei primi rullini, c'erano le foto che mi scattasti tu quando ti portai quella vecchia Canon. me lo ricordo quel giorno, è scritto qua.
Finalmente ho comprato lo scanner per le pellicole perché svilupparli costa troppo.
E ci siamo trovati a parlare di foto come due anni fa, noi due che non ci baciamo più, non ci tocchiamo più. Mi hai detto che ho fatto un buon lavoro, mi hai chiesto se voglio tornare al mare domenica io te e la nostra bambina. Non ho fatto altro che tentare di guardarti domenica scorsa, è cosi difficile guardarti, perché mi piaci, è semplice, mi piaci sempre come allora, come quando t'ho conosciuto.
Ed ecco che risbuca fuori questo rullino per ricordarmi tutta la storia di me e di te.
Non sono triste adesso, a volte ti odio, mi serve per sopravvivere.
Qui tutto mi parla di te.
A malapena riesco ancora a raccontarlo.




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