Basta guerre

Quanti modi esistono silenziosi e immobili per dimostrare l'amore che nutriamo per qualcuno. Io li sto sperimentando tutti.
La vita, questa stronza, ha deciso per me stavolta. Continuerò a vederlo per tutta la vita e non sapete quanto è dura, per me che ne sono innamorata.
Prima questa bambina la sentivo solo mia, provavo quasi rabbia nel pensare che avrei dovuto dividerla con lui che se n'era fottuto per tutta la gravidanza. 'Ma io avevo paura e poi ero incazzato con te perché la tua scelta coinvolgeva altre persone' mi ha detto ieri sera.
Gli uomini e le loro paure. Gli uomini e i loro ripensamenti.
Ora è diverso.
Oggi mentre lo guardavo cambiarle il pannolino, ho sentito che non era solo mia, ma mia e sua. Ed è stato un ritrovarsi, ed è stato un perdonare, ed è stato un condividere qualcosa che è arrivato per caso, in un tiepido pomeriggio di fine marzo di un anno fa, quando gli dissi: 'vieni da me oggi?'
Ed è nata una bambina.
E io li guardavo oggi tutti e due, e finalmente ho trovato quel pezzo che mi mancava, l'altra metà della mia bambina. E non riesco ad essere gelosa, e non riesco a dividere quello che questa vista strana ha deciso di unire in maniera del tutto casuale.
Sento solo amore. Un amore che non si trova più fra le lenzuola di un letto, un amore che è chiuso nei suoi piccoli pugni stretti. E lei sorride al suo papà, e chi sono io per dividere  tutto questo?
Io credo che sia il più bel regalo che la vita mi ha fatto. Basta guerre. Solo amore.

Per tutta la vita che c'è.

Io e te due anni fa.
Io e te, camminare fianco a fianco, e scoprire che tutto era più bello.
Io e te su quel prato di San Policarpo a parlare per la prima volta, eravamo più veri di adesso.
Io e te su tutte le panchine di Roma e Maggio come non l'ho più vissuto.
Io e te sul motorino con il vento tra le dita e nei miei capelli, e il profumo tuo nell'aria.
Io e te e le storie di quelli che si incontrano e si amano un po', ma un po' è meglio di niente, di mai.
Io e te e le telefonate e le scale di casa tua e casa mia che non ho mai contato.
Io e te nella tua stanza e nella mia.
Te e io che mi sono innamorata, e tu no.
Io che scatto foto del mondo intorno a te e le attacco al muro per non dimenticarti.
Tu che vai via, che parti per mesi e poi ritorni.
Io e te dopo due anni e la nostra bambina che non hai mai voluto.
Io che ti dico in quell'angolo di quella stanza che sono incinta con la voce appesa ad un filo del telefono.
Io da sola con le mie lacrime.
Io da sola che mi dico che non ce la farò che non posso tenerla.
Io che mi decido e finalmente compro quei calzini così piccoli che mi si stringe il cuore e sono felice perché ho deciso di farla nascere questa piccola vita. Decido che vedrà il mondo, e tutte le cose belle che ci sono.
Io da sola e la pancia che cresceva con in mano le immagini di lei e tu chissà dove.
Io nei treni a sentire canzoni e pensare sempre a te a noi, a lei.
Io che spero che cambi, che arrivi l'amore che non ho mai avuto.
Io con la pancia sempre più grande, che pesa e le lacrime che pesano ancora di più.
Io che ti vedo in altre storie e non nella nostra, nella nostra vita.
Io che mi manchi da morire e lei che sento muoversi e vivere nella pancia. 
Sempre più stanca e pesante.
Io e lei.
Lei che nasce e tu che non ci sei, che è Natale e chissà dove sei.
Tu che mi chiami il giorno che è nata e nemmeno lo sapevi e ti dico che è nata, che esiste.
Lei che somiglia a te, che la guardo e sei tu, con i tuoi occhi azzurri. Lei mi guarda ed è come se tu mi guardassi.
Io e te due anni fa è stato bellissimo, ma non ci sono più quei due. Io ti amo e tu non mi ami.
E io che amo lei e amo anche te attraverso lei. Per sempre. Per tutta la vita che c'è.

maneggiare con cura

Torni a chiedermi di me che guardo l'arredamento, i mobili, gli oggetti sopra altri oggetti. Passeggio per la stanza, o tra la stanza e la cucina, non mi importa cosa non è stato, se mi hai lasciata andare da sola per un po'. Non c'è niente che non ricordo qui. Lasciati guardare.
Sembra che tutto sia coperto da un sottile strato di polvere e porte sigillate, tutto è così fragile, da maneggiare con cura, compresi noi.
Davanti a tutto quello che c'è e che manca, qui in questa stanza, continuo a riprendermi ciò che non sono riuscita più a vedere. Avevo solo voglia di tornare a 'casa' ed eccomi.
Ti guardo e mi piaci perché non incarni nessun modello, non hai maschere, non fai progetti, non hai paura del tempo che passa su di te e sulle cose, rifuggi a volte dalla realtà, la eludi, ma non la escludi. Chissà che sogni la notte?
Ti guardo con il mio cuore poco addestrato che sbaglia ancora, sempre, ma non con te, tu che sei la cosa giusta, che smussa gli angoli del cuore.
Sembri un mondo che gira su se stesso, mi sembri forte; sarebbe bello se per un attimo, adesso, ti fermassi in questa stanza e facessi almeno un'orbita intorno a me. A me che non tengo alle distanze, questione di abitudine.
Ho un sorriso composto incastrato nella bocca, c'è il mondo fuori da questa finestra chiusa, ma scompare se mi sei vicino.
Resta solo il mondo di dentro, senza bussola, fatto di parole e foto, di date da appuntare su pezzi di carta quà e là.
Aspetto che mi venga in mente qualcosa di stupido da dire, perché se uno parla almeno sente di esistere, ma ci sono momenti che semplicemente richiedono silenzio, o baci, come questo.
Oh... Se solo per un attimo orbitassi intorno a me, ma sono io che ormai giro e non riesco a fermarmi, io eterno satellite, mi è stato dato dalla nascita. Ci ho fatto l'abitudine.
Chissà se anche tu come me rincorri pensieri e li imprigioni nella testa in questa stanza dove tutto sembra essere ricoperto da uno strato di polvere, in questa stanza dalle porte sigillate, dove tutto è da maneggiare con cura, compresi noi, compreso il mio fragile cuore poco allenato.
Ci accorgeremo mai di non essere poi stati così distanti? Che questa storia che racconto da mesi non è solo mia, ma anche un po' tua?
Dovrei fare uno sforzo e andare dalla parte giusta, ma le parte giusta ora e al tuo fianco, in questi centimetri quadri accanto a te, ai jeans, alla tasca, alla tua gamba sinistra.
Ci vuole pazienza, ce l'ho da quel giorno di aprile che ti incontrato, un passo falso e sono inciampata su di te.
E da quel giorno è cambiato tutto.
Drink!