piccola cosa aggrappata alla vita

Amerò sempre quelle piccole cose aggrappate alla vita, così forti, prima del tempo che inevitabilmente verrà a staccarle, a portarsele via.
Non pensavo potesse accadere dal nulla la vita, ed invece è successo.Un anno fa quando lo conobbi non lo avrei mai immaginato.
L'Amore grande rimane Amore fino alla fine, muta, devia, cede e incede nei passi, ma rimane.
Aspetto qualcosa che chiamano frutto di un errore, invece io credo sia il frutto del mio amore, solo del mio.
Qui, in basso, nel mio ventre c'è l'amore che si è manifestato, che vorrebbe vivere, respirare, esistere, ma che non può fare.
Rimaniamo inermi a guardare il televisore pensando a quello che ci è accaduto, lui valuta i contro, io penso solo ai pro. Ma gli uomini sono così, si sa, hanno paura. Un bambino fa sempre un po' paura, a volte penso che fa più paura la vita che la morte. La morte fa finire tutto, invece la vita nasconde milioni e milioni scelte, situazioni, pensieri, sentimenti, dolori, gioie e respiri. La vita è qualcosa che ci toglie il fiato, o almeno crediamo sia così, ecco perché fa paura.
Le mie sono paure diverse dalle sue, di non avere tutta quella forza da dare a un bambino, la paura della solitudine, la paura di non aver fatto la scelta giusta, la paura che non ci sia abbastanza amore, perché con un uomo che non ti ama è un casino farci un figlio assieme.
Mentre mi sedeva accanto sul divano facevamo persino fatica ad abbracciarci, nemmeno un bacio sulle labbra, come se qualcosa, quell'avvenimento ci avesse in qualche modo spezzato, il mio cuore batteva fortissimo, assieme al cuore di quella piccola cosa aggrappata ancora per poco alla vita. Pensavo che ci sarei rimasta per sempre cosi, tutti e tre assieme, per un attimo ho pensato che quando hai l'amore e le persone che ami accanto, ami anche tutte le cose banali che fai con loro, e non vai a cercare più nulla. Ti basta solo quello.
Che me ne faccio di una mano poggiata sulla spalla in silenzio, di un abbraccio di circostanza seguito dalla frase: 'ma che abbiamo combinato?', di un 'chiamami per qualsiasi cosa, ci vediamo martedì', che me ne faccio se a questo bambino non potrò mai sussurrare nulla, se non adesso, e quanto prego Dio che possa ascoltarmi in questa poche settimane di convivenza che ci restano.
Chissà che madre sarei stata? Avrei scattato mille foto, così tante foto, foto di giorno, di notte, mentre ride, piange, beve, mangia, sogna.  Foto per ricordare, foto per confermare l'esistenza, l'amore.
Io adesso so cos'è il dolore, che fino a tre giorni fa non lo sapevo davvero e piango assieme a queste parole che scrivo.
Non c'è cosa peggiore di questa. Non c'è cosa che possa ammutolire questo mio  incessante dolore.
Io questa cosa non me la dimentico più, assieme a lui e a questa piccola cosa aggrappate alla vita, così forte prima del tempo che verrà a portarsela via, che rappresenta il mio amore, il mio cuore, la mia stella. Tutta la vita che non è stata.





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