Insomma, non so se avete intuito dai miei ultimi post, ma sono alla ricerca della bellezza, tanto è vero che me ne vado in giro con la mia analogica di seconda mano a tentare di catturarla. Ora, la risposta alla bellezza ancora non l'ho trovata del tutto, ma di sicuro non è Flaviana Boni. Chi è Flaviana Boni? In teoria una fashion blogger.Ne ho già parlato. Flaviana Boni ha la faccia da brava ragazza, secondo me deve essere pure simpatica, ma vi prego, sembra tutto accetto una fashion blogger. Se Flaviana Boni è una fashion blogger io sono la Monaca Di Monza. Alcuni sondaggi che effettuo su tuitter dimostrano la vostra totale simpatia per Flaviana, anche se da Flaviana non vi fareste consigliare nemmeno le mutande. Ma guardiamo il grafico!
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Il giorno dopo accade accade questo
Cara Flaviana la risposta è no. Non sei la Bellezza che cercavo, ma ci stai simpatica. Grazie per i tuoi outfit e il tuo coraggio.
Ultima notizia Pozzoli lascia la Ferragni per un'altra fashion Blogger, non è che sia Flaviana Boni per caso??
Stare da sola era così bello. Quando me ne stavo con me stessa senza attese di nessun tipo con in mano un libro, era la pace dei sensi. Perché quando squillava il telefono mi alzavo dal divano e come una pioniera conquistavo nuovi mondi. Il mondo oltre la margherita rossa che sta sul mio balcone. Mi manco. Cerchi quel fottuto amore e ti si presenta alla porta con un paio di adidas. A me non l'avevano mai detto che l'amore indossasse un paio di adidas. Sapevo solo che tessere una relazione prevedeva un minimo di sforzo. Si questo lo sapevo. Ma io per anni ho amato un tipo che a sua volta amava tutti tranne me, quindi ho imparato a tessere una relazione con me stessa, dall'altra parte non c'era nessuno. Ho imparato ad amare l'amore e credetemi, è stato molto più semplice. Usavo il sesso a pagamento per punirlo e questa verità l'ho scoperta qualche giorno fa. Mi faceva sentire più forte di lui, riuscivo a disprezzarlo. Riuscivo ad allontanare il male. Forse indossava le adidas anche lui, ma non era la stessa cosa. Tessere una relazione con una persona che in parte c'è, prevede attese, interpretazioni, film in testa, paranoie, mal di stomaco, vagare di notte. Non riesco a leggere più di cinque pagine. Sono distratta. Sono noiosa. Sono come non vorrei essere. Non riesco a scrivere cose che vorrei. A volte sono triste. A volte sento su di me tutti gli abbandoni del mondo. Sono diversamente felice.
L'amore non è bello. Allora io vado a cercare bellezza altrove. Bellezza che non passa da un unico corpo, ma che si cela in cose che non perderò mai, che posso ritrovare ogni volta che ne sento il bisogno. Un mese fa era tutto diverso. Io mi bastavo.
Ci raccontano che i cuori si spezzano. Cazzate. I cuori si spezzano per poi ricomporsi ed essere spezzati nuovamente. E' nella loro natura. Siamo programmati per farci spezzare il cuore. Attendiamo con ansia quel momento. Siamo dei fottuti masochisti. Almeno quando siamo tristi riusciamo a scrivere di nuovo come vorremmo. Io ora non riesco a scrivere. Il mio cuore è intatto. Aspetto con ansia e cerco bellezza altrove.
Quella signora anziana seduta al tavolino accanto al mio mi chiede se ho una sigaretta, le mostro il tabacco e mi dice: 'Signorina, me ne gira una?' Sorrido. Non mi è mai capitato di girare del tabacco per qualcuno che non conosco. Lei sembra appena uscita di casa, sembra che abiti proprio qua dietro in uno di questi vicoli. Indossa quei camici a fiori tipici delle signore della sua età, quei camici che tengono su mentre girano il sugo la domenica mattina. La temperatura è perfetta. In realtà tutto sembra perfetto, e quando tutto è perfetto mi sale nel cuore la malinconia. Immagino di starmene chissà dove a ricordare questo momento. Penso che lo scriverò. Lo scriverò per rileggere quei dettagli impalpabili che ormai saranno evaporati, consumati dalle stagioni. Li scriverò per assaporare tutta questa bellezza di una Roma che a Maggio non fa altro che tentarmi e alterare la realtà in questi vicoli invasi di polline e di noi. Roma sembra un frutto già maturo che sta per staccarsi dall'albero. Io me ne resto seduta a girare il tabacco aspettando che lui esca e si venga a sedere accanto a me. Ed ecco che lo fa e la bellezza si dipana nei miei occhi ed ogni volta non è una ripetizione ma un ritorno sempre nuovo. La bellezza è come una sostanza chimica che ha intasato le mie vene e svilisce quel che resta della vecchia me e dei ricordi. Tutto è così perfetto e malinconico che le parole non riescono a suggerire né ad esprimere. Ricordo solo di aver visto sfilate di corpi, ma questo davanti a me è quel tutto. L'istantanea delle bellezza di te e di me, di Roma e di maggio. E dunque mi rendo conto di quanto quel tutto già si sta consumando come la sigaretta che ho girato alla signora col camice a fiori. Ma io tengo le mie ginocchia nelle sue per non farmi portare via da questo pensiero, per rimanere. Come se non ci fosse altro luogo migliore che quello. Pronuncia parole leggere, le pronuncia nei miei occhi ed io, non faccio altro che seguire quel movimento delle labbra così vicine. Eppure perché mi sembrano già così lontane?
Quando mi saluta con la barba da fine settimana non penso 'raditi', penso 'resta'. Credo che sia la bellezza che cercavo in questa Roma bellissima e indifferente quando guardo quella foto a Bangkok. Credo che sia quel dettaglio che catturo nelle sfilate di corpi, in notti squallide e disgraziate. Credo che mi ammalerò di questa bellezza, il sonno si fa leggero mentre mi rendo conto che prima mi mancavano cose a cui ero già abituata. Quello che abbiamo non dovrebbe passare per amore, pensate semplicemente che l'amore passa, e basta. Passa e andrà via e con ogni addio voi imparerete. C'è chi lo chiama pessimismo, io la chiamo vita. Passa, ma trattengo con me dettagli che cerco di descrivervi. Do inchiostro a questa storia con la possibilità di gestire le mie scelte e di negoziarne il significato con me stessa e con voi. Nonostante questo si scrive per essere letti, ma non si è mai pronti per essere letti dai protagonisti delle nostre righe. Scrivere è la medicina, ma a volte confonde. Scrivere è la linea sottile che divide incerta la realtà dall'immaginazione, ma non perché quel che scriviamo non sia vero, ma perché lo vediamo soltanto dal nostro punto di vista. E se la bellezza si trovasse solo nei miei occhi? Se fosse solo un riflesso di me stessa? Rivedo i miei personaggi tra queste righe, come una foto ripercorro dettagli, mi piace farlo, ormai è un vizio, un'abitudine. E mi capita anche con F. Tuttavia per me è semplice ritornare alla realtà. Mi basta guardare le sue mani. Sono belle. Gliel'avrò detto decine di volte. Gliel'ho scritto qualche giorno fa. Nel frattempo è passato un mese da quelgiorno. Quel giorno in cui la bellezza che cercavo si è palesata senza preavviso. Facendomi mancare cose nuove a cui non ero abituata. Forse mi sono già ammalata.
'Quando stai sotto per uno, te ne devi scopare un altro.' Mi ripete la donna seduta al tavolo. E mi sembra che la pelle le stia cadendo a pezzi. Avvizzita da raggi ultravioletti concentrati. Vedo i suoi anelli brutti e quel ciondolo finto Swarovski che si incastra proprio in mezzo alle tette lentigginose. Là dove la bellezza è passata e se n'è andata. Vedo i tirannosauri sui tacchi, vedo una straniera pisciare dietro ad un grande vaso proprio in piazza. Vedo la gente ubriaca e gli adolescenti che ancora ci sperano. Vedo la gente che crede di camminare con le proprie gambe. Vedo lo squallore e la disgrazia sui volti. Non vedo la bellezza, e ne vorrei di più. Allora per cercarla nelle notti squallide l'unica arma e ricordarla. Come quando mi diceva: 'Cristo! Abbassa il volume dello stereo sennò ci fermano' e io sorridevo con l'angolo della bocca, all'angolo del semaforo con tutto il resto. Ecco, il sorriso all'angolo della bocca è la bellezza che cerco nelle notti squallide e disgraziate. Ma questa donna davanti a me ha solo pelle avvizzita come i suoi pensieri nelle tette lentigginose. Ne ordino un altro, 'offro io'. Magari me lo fa un sorriso all'angolo della bocca, altrimenti sono costretta a ricordare cose vecchie. La piazza inizia a svuotarsi. In una Roma bellissima e indifferente tutti si mettono in cerca delle proprie auto parcheggiate chissà dove. Io li vedo. Credono di camminare con proprie gambe. Donne in cerca di quella bellezza su quei fottuti tacchi, dove infine ci faranno camminare solo la propria insicurezza mentre io assisterò a questa sfilata di corpi. Io cerco la bellezza. Cerco sorrisi agli angoli della bocca in una Roma bellissima e indifferente.